SuperJam - SuperEroi Taxi Milano 25

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SuperJam, 22 anni di Pistoia
Ciao io sono Gian Marco, vengo da Pistoia ed ho 23 anni! Sono un ragazzo semplice con una grande passione per la musica e per lo sport, specialmente per il basket. Canto in un gruppo rock ‘n roll, “Little Green Band”, con il quale ho avuto l'onore di suonare all'Hard Rock di Firenze per la festa di Milano 25; inoltre canto nel principale coro Gospel della mia città. La domenica però mi trasformo in ultras e vado a sgolarmi in curva Pistoia tifando per la mia squadra del cuore “Pistoia Basket”.
Come sei rappresentato? E perché hai scelto di essere rappresentato così?
Il mio supereroe è rappresentato da un barattolo di marmellata (Jam) con una chitarra in mano; questo personaggio è stato scelto direttamente dalla Zia per l’assonanza con il mio nome e perché sono “dolce come la marmellata” (così dice la Zia).
Che cosa si prova a essere un superEroe del taxi Milano 25?
Essere superEroe è una grande responsabilità perché diventi un esempio di forza e di coraggio per le persone che ti stanno vicino, ma allo stesso tempo è il piacere di sentirti vicino tante belle persone in un periodo così difficile della vita. Zia Caterina è per me una vera e propria zia, quella che ti vizia e ti coccola quando stai male, quella sulla quale puoi sempre contare per una parola di conforto, quella che gioisce con te per i tuoi successi e ti segue nei tuoi concerti (mio caso speciale).
Mi puoi raccontare come hai conosciuto Zia Caterina e le prime impressioni?
Io e zia ci siamo conosciuti per caso al Meyer, ero alla mia prima chemio ed ero in stanza con SuperSimone di Augusta. Lei si affacciò alla finestra e i miei genitori si misero a parlare con lei. Lì per lì non le prestai punta attenzione. Più tardi quella sera stessa visitai il sito internet e capii cosa faceva realmente.
Fin dalla volta dopo che tornò a trovare me e il mio grandissimo amico Simone, mi innamorai di lei che a sua volta si era innamorata dei miei riccioli biondi... Si può dire sia stato amore a seconda vista!
Mi puoi raccontare quando ti è stata diagnosticata la malattia e qual è stata la tua prima reazione?
La mia prima reazione al momento della diagnosi fu di sollievo: strano a dirsi ma è così! Il fatto di non sapere cosa potessi avere mi aveva logorato nei giorni precedenti e solo il fatto di sapere come si chiamava il mio nemico mi rasserenava; inoltre il Professor Capanna mi spiegò tutto molto chiaramente e mi fece subito una buonissima impressione, capii in quel momento che sarei guarito senza ombra di dubbio.
Che studi hai fatto e che cosa stai facendo ora?
Completato il Liceo durante le cure, ho poi avuto bisogno di un anno di (meritato) riposo per fare il punto della situazione. Dopo di che mi sono iscritto alla facoltà di Scienze per la Comunicazione di Firenze e adesso frequento il 3º anno, continuo a suonare a più non posso con la band e da solo nella mia cameretta.
Che sogni hai per il futuro?
Il futuro è un punto interrogativo che non mi spaventa affatto, affronterò ciò che verrà anche perché non so ancora cosa vorrò fare da “grande”, mi auguro che ci sia tanta musica e tanti viaggi intorno al globo, questo sì!
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