SuperMuccia - SuperEroi Taxi Milano 25

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SuperMuccia dì Laterina
 
Sono un Supereroe grande, credo il più cresciuto dei Supereroi:  sposato con  Edy, la mia ombra, abbiamo due bellissimi bambini Carlotta e Jacopo.  Sono un compagnone, amo organizzare feste, fare confusione con gli Amici, sono sportivissimo e tifosissimo della Fiorentina.
Come sei rappresentato?
 
Noi adulti non siamo rappresentati con un fumetto. Ho scelto questa foto con Zia e con la Maglia di Corri Per la Vita a cui ho partecipato a settembre 2016, perché nella Malattia devi correre per  la Vita ogni giorno, ogni istante, nella gioia e nel dolore.
La tua storia
 
Conobbi  Zia Caterina un giorno di Ottobre molto particolare per Lei, era appena volato in cielo uno dei suoi Supereroi e in quei pochi secondi di conversazione Lei mi disse, con i suoi occhi celesti, profondi e fatti di vita:”sei un Angelo”. La cosa mi colpì, non nascondo che pensai che fosse un pochino pazza, io un angelo? MAH!
 
Eppure da quel momento in avanti la mia vita cambiò. Cercai nei mesi successivi di aiutarla per i suoi progetti, creando con lei un feeling importante, affacciandomi sul suo mondo.
 
Nessuno dei due poteva immaginare quanto la vita ci avrebbe messo di fronte da lì a poco : nel febbraio dell’anno successivo mi diagnosticarono un Carcinoma Timico. Ero entrato a far parte della carovana di Milano25 a pieno titolo.
Cos'è la malattia per te
 
Quando per la prima volta ti senti dire che hai un tumore la tua vita si azzera. I programmi, i progetti, l’aspettativa di vita stessa, tutto cambia perché non sai quanto vivrai ed entri nella fase delle domande, non sai cosa fare, dove andare, con chi parlare, continui solo  a chiederti “perché proprio a me”.
 
Dopo lo smarrimento iniziale (grande smarrimento iniziale!)  Il destino, che tanto ti sta prendendo, inizia a renderti  silenziosamente qualcosa: la consapevolezza della bellezza della vita , quella consapevolezza che la fretta, il lavoro, i problemi, i futili pensieri, l’irresponsabilità di sentirsi giovani e immortali fanno troppo spesso dimenticare. Ed è Zia, quella signora colorata che hai voluto incontrare a tutti i costi, con la potenza del suo  sguardo e delle sue parole,  standoti rispettosamente vicino, spiegandoti le sue teorie, le sue storie di vita vissuta, che ti guida in questo faticoso cammino dentro te stesso, con l’abilità di un pilota esperto. “Perché la vita è un cammino e tu ci devi camminare dentro” mi ripeté un giorno piovoso a Roma.
 
Ancora  sue queste parole: “ solo quando avrai accettato il tuo male, in quel momento e solo allora potrai dire di essere guarito “, concetti  incomprensibili per me quando  li udì, ma che assunsero  un valore immenso da lì a poco nel vivere la malattia. Un passo dopo l'altro, metabolizzare, accettare una fase dopo l'altra: resilienza.
 
Da una parte la forza che infonde zia, dall'altra la dispersione nei gangli della burocratica medicina e del male.
 
Se nel momento in cui inizi a fare consulti con i vari specialisti, ti rendi conto che la tua vita sta cambiando, è solo quando  varchi la porta rossa con la scritta “ Immunoterapia Oncologica Siena “ che prendi coscienza che da allora  in avanti esisterà  solo ON/OFF ( Vita o Morte ), non esisterà una terra di mezzo, non ti sarà concesso questo lusso.
 
Nel microcosmo della malattia ti muovi fra protocolli, numeri, statistiche, ma a te che non sei un numero, non sei un protocollo, non sei una statistica  sembra tutto assurdo, combatti perché  poter essere il protagonista della tua malattia è fondamentale, specialmente in situazioni come queste, dove nessuna certezza viene data; quello che zia Caterina fa coi bambini rendendoli attori principali nella loro storia, tu, adulto, devi avere la forza di farlo da solo, se sei fortunato, come me, col suo vulcanico supporto di amore. E se ti apri al mondo, il mondo si apre  a te, la tua storia inizia a cambiare, tu inizi a cambiare. Conosci, scopri, incontri, è un volano.
 
La vita assume colori accesi, è come se aprissi gli occhi per la prima volta;  cambiano le priorità, cambiano le amicizie, alcuni si allontanano malgrado il tumore non sia contagioso, altri si riscoprono, frequenti luoghi che prima non avresti mai pensato, vivi di nuovo una intensa spiritualità.
 
IO e  la famiglia abbiano riacquistato la centralità che meritiamo: l'essermi ammalato è stato come nascere ancora, come avere una seconda possibilità per vivere la mia vita. Non è cosa da tutti, questo mi rende felice.
Che cosa provi quando sei sul taxi Milano 25?
 
Sento palpabile quel senso di amore, di vita, che altri Supereroi hanno lasciato dentro. È una cella spazio-temporale di liberazione:  ti scordi della malattia, guardi le foto che scorrono nel monitor, ti lasci avvolgere dalla musica e dai colori, abbracciato a Minnie o Topolino. È quel  mondo leggero  che ti manca quando sei malato, quello fatto di spensieratezza, di risate, di gioco, di divertimento. Un po’ come nel  Re Leone, il taxi è  il regno dell'Hakuna Matata!

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